Viviamo in una situazione di guerra entro uno scenario d’apparente pace

Gli ospedali del Mezzogiorno sono invasi dalle formiche nel mentre le persone sono sparse per i corridoi. Il personale sanitario sviene per gli eccessivi turni di lavoro e la popolazione ha paura di andare in ospedale. All’Annunziata di Cosenza negli ultimi 3 anni è aumentata la percentuale di mortalità del 40%. Scenari di guerra! L’altro giorno è venuta a mancare una signora per mancanza di sacchette di sangue. Sembra appunto una guerra, mancano soltanto le bombe. Ma le bombe oggi sono altre.

Nessun esercito gira per le strade e nessun aereo sorvola i nostri cieli sebbene sembra siamo usciti da una guerra. Il tasso di natalità italiano è più basso rispetto le guerre mondiali. Per non parlare del tasso di disoccupazione giovanile in calabria che ha toccato il 65%. Storie quotidiane di famiglie che non arrivano a fine mese e chi ci arriva comunque lo ha fatto grazie a dei salti mortali. Laureato o non in calabria non lavori e se lavori lo stipendio è quello, vivere alla giornata.

Sono trent’anni che tagliamo, tagliamo e tagliamo. Sono trent’anni che non investiamo e che i redditi italiani cadono a valanga

Ma perché mi sono chiesto? Perché queste condizioni di guerra in uno scenario di apparente pace? Perché ci troviamo nella modernità e non possiamo realizzarla?

Perché non possiamo mettere le tecnologie ed il personale negli ospedali? Perché non possiamo dotare le Università di borse di studio volte alla ricerca scientifica dei giovani sul proprio territorio, creando canali occupazionali e miglioramenti scientifici? Perché le singole regioni, le singole governance, non possono migliorare la propria regione destinando i fondi verso quelle cose delle quali la civiltà era espressione, come gli ospedali, le scuole e la ricerca? Le infrastrutture e le energie rinnovabili?

Perché ciò che un tempo era ricchezza, come gli ospedali e le scuole, oggi viene fatto passare per un costo da tassare? Che senso ha di questo passo la civiltà e la modernità?

Perché oggi chi decide non siamo Noi. E’ il tramonto della democrazia. Basti guardare i nostri politici che vanno a Bruxelles per chiedere quei soldi che ci servirebbero per gli ospedali. Perché?

Perché a partire dal 1971 è cambiata l’economia globale e, a meno che non andiate in Università o siate grandi lettori, non ci capirete un bel fico secco.

Nel 1971 è sorta la globalizzazione soltanto grazie alle scoperte tecnologiche del secolo e la creazione della finanza globale. Ed a partire da queste date che verrà anche modificata radicalmente l’economia globale e l’idea di Stato Nazione, nonché le fondamenta economiche della Costituzione della Repubblica Italiana.

L’Italia da 30’anni ha pagato più di 3000 miliardi di interessi

A partire da queste nuove regole l’Italia ha pagato fin ora, per partecipare a questo sistema di regole, 3000 miliardi di interessi.

Perché ed a chi sono andati? Sono andati direttamente nelle tasche dei creditori privati esteri.

Perché? Perché l’Italia da quando ha firmato il Trattato di Maastricht si è impegnata a non stampare più moneta ma ad affidarla ad un ente privato che si chiama Banca Centrale Europea. Attualmente la moneta è prodotta da enti privati che la cedono con gli interessi. Potrebbe essere scelta saggia quella dei popoli nel crearsi una moneta libera e sovrana per l’europa, ma preferiamo farla produrre a privati e pagargliela con gli interessi.

Attualmente il rapporto DEBITO PUBBLICO/PIL è al 130% mentre il rapporto DEBITO PRIVATO/PIL è al 180%; perché i telegiornali non lo dicono mai? Perché scoppierebbe una rivoluzione. L’Italia da 30’anni paga interessi sul debito pubblico poiché in origine utilizza una moneta privata per finanziare il debito pubblico. Cosa vuol dire? Che attualmente tutti noi utilizziamo una moneta privata con interessi. Ogni anno l’Italia sborsa il 12% del PIL per ripagare gli interessi sulla moneta che usa; qualcosa di scandaloso innanzi l’idea di Stato Sovrano e di Democrazia. E poi non possiamo fare un piano di governo del 2,5% di DEFICIT. Ogni anno paghiamo 200 miliardi di interessi per una moneta privata con interessi. Le democrazie utilizzano una moneta privata con interessi.

Perché paghiamo questi interessi? Ripeto, usiamo una moneta ceduta a Noi da privati con interessi. Abbiamo firmato dei Trattati ove abbiamo reso indipendenti ed autonomi coloro che producono la moneta. Quindi paghiamo gli interessi.

E come facciamo a pagare gli interessi? Eh, vedendo il debito che continua a salire, perché ogni anno paghiamo ingenti debiti privati. Il problema italiano non è la spesa pubblica come ci vogliono fare credere, perché come spiego in basso, il popolo italiano dal 1991 paga più tasse di quanto ne riceve, quindi in teoria il nostro sistema doveva quantomeno auto reggersi; ma tutte queste tasse che paghiamo finiscono non negli ospedali bensì nelle tasche dei creditori esteri. Da trent’anni sotto queste regole le nostre risorse vengono drenate dall’economia reale, con i ponti che cadono, e date ai creditori esteri per queste regole della finanza internazionale che le persone non conoscono, che i politici conoscono ma non fanno nulla. Non è colpa mia se le Corti di Giustizia Internazionali non denuncino e indaghino sul perché l’80% della ricchezza globale è nella finanza e solo il 20% nell’economia reale, quella di cui tutti facciamo parte. Non è una crisi. E’ una crisi politica e morale dell’umanità. Non pensiamo e non abbiamo morale. E non ci domandiamo: ma perché paghiamo degli interessi a dei privati che producono moneta quando l’articolo 1 della mia Costituzione recita che la Sovranità spetta al Popolo? Certamente nella morale è giusto pagare i debiti, ma questo è un debito giusto?

E come li paghiamo questi interessi? Con le politiche cui assistiamo da 30’anni: tagli al lavoro, ai salari, alla sanità ed alla scuola, come agli investimenti pubblici e come la svendita dei patrimoni pubblici, dalla riforma fornero, al jobs act, al fiscal compact (per chi non lo sapesse, il fiscalcompact inserito da Mario Monti obbliga lo Stato a non rispettare l’articolo 47, il risparmio delle famiglie, obbligando lo Stato a ritirare ogni anno tante tasse quanto spende: pareggio di bilancio. Quell’articolo 47 che difendeva direttamente gli articoli inviolabili, i primi 12, ove la piena occupazione e l’elevazione spirituale dell’individuo erano al centro etico dell’economia. Al contrario, i politici degli ultimi decenni, a parer mio spero la storia li punisca, hanno preferito inserire regole per ripagare questi soldi alla finanza internazionale, per motivi a noi oscuri).

Nel sistema economico attuale la Banca Centrale Europea, dall’articolo 119 all’articolo 130 del TFUE: non presta moneta agli stati, è indipendente dagli stessi, non si fa carico dei debiti sovrani. E’ un po come aver affidato la cosa più importante dell’economia, la moneta, a dei privati, le quali scelte sono indipendenti dalla democrazia, che producono moneta dal nulla ma poi te la chiedono con gli interessi, e che non si fanno carico dei tuoi eventuali debiti, come è accaduto in Grecia. Cavolo che europa.

“Permettetemi di emettere e controllare la moneta di una nazione e non mi importa chi fa le sue leggi.” 

MAYER AMSCHEL ROTHSCHILD

Il brocardo democratico composto dal potere legislativo, esecutivo e giudiziario non hanno più potere quando innanzi loro si erge un potere finanziario. Oggi sopra le democrazie, sopra quei governi democraticamente eletti, sopra i magistrati, ci sono dei banchieri indipendenti, indipendenti dalle democrazie, che stampano moneta dal nulla, la cedono con gli interessi, e non prestano moneta agli Stati. Perché non ci sono i soldi per gli ospedali e la ricerca scientifica, per la dignità? ecco a voi le semplici risposte. I nostri Stati sono diventati agenzie commerciali. I governanti devono presentarsi alla banca con un piano di governo che innanzi un prestito sappia dimostrare di poter restituire gli interessi; altrimenti non ti danno i soldi. Naturalmente dato ospedali e scuole non fanno soldi, i soldi vanno ad amazon, mentre le persone muoiono per sacchetti di sangue, mentre la culture regredisce, l’importante a casa ci arrivi il pacco con le scarpe o l’iphone per tempo.

Sono gli stessi motivi per i quali domani il governante della calabria non può fare un atto a favore dei popoli inserendo liquidità per tutte le famiglie in condizioni di povertà e liquidità per riprendere i servizi pubblici principali come gli ospedali. Ma non possiamo per assurde regole economiche, che hanno fatto passare gli ospedali e la scuola come un costo, quando esse sono le basi della civiltà e della ricchezza.

Ricordatevi sempre che chi produce la moneta non crea solo il valore della moneta scrivendo 5 su quel pezzo di carta; stabilendo il valore della moneta stabilisce automaticamente il valore del tempo dell’economia. Stabilendo il valore della moneta si stabilisce il valore del tempo attraverso il quale tu otterrai la moneta. Quindi il valore delle case, dei salari, delle automobili, dei beni di prima necessità, della frutta e via discorrendo. Abbiamo forse ceduto un potere troppo grande innanzi quello che accade? Perché cosa accade? soltanto i dati sulla povertà sono peggiori di quelli di un conflitto mondiale. Redditi in calo, produzione in calo, disoccupazione, assenza tassi natalità, crisi e tensioni familiari…

Per giunta, il nostro Parlamento Europeo non ha potere legislativo: cazzo di Parlamento è? non è un parlamento, il parlamento ha potere legislativo. Ma un europa il nostro parlamento può agire solo con il permesso della Commissione Europea i quali membri non sono stati eletti democraticamente, come i membri della Banca Centrale. E costoro sono poi quelli che prendono le scelte più rilevanti per intere democrazie. Questo è un oligopolio, non una democrazia.

Dal 1991 l’italia tassa di più rispetto quando spende

Dal 1991 l’Italia tassa di più di quando spende. Impoverendo i suoi cittadini, ed andando contro i dettami costituzionali come l’articolo 47 << La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito>>. Nel 2012, con un colpo di stato, un uomo ex goldmansachs viene mandato senza elezioni democratiche ma come governo tecnico, Mario Monti, che in pochi mesi diventa anche senatore, e modifica l’articolo 81 della costituzione inserendo il pareggio di bilancio, meglio noto come fiscal compact. Sapete cosa è? ogni anno dal 2012 l’italia non può fare deficit, ovvero deve ritirare tante tasse quando spende. Qualcosa che va contro l’articolo 47 e che rende impossibile una ripresa dell’economia. Perché? Perché se lo stato ogni anno preleva tutto non rimane niente, non rimane ricchezza. La nostra costituzione è in completa antitesi con le moderne regole internazionali.

Lo Stato storicamente si dota di una banca centrale che gli stampa moneta e rende ricco il suo popolo facendo politiche industriali e lasciandola ricchezza alle famiglie. Non a caso la sezione ‘tasse’ nella nostra costituzione della repubblica italiana è contenuta nei rapporti politici e non nei rapporti economici. Poiché i cittadini concorrono alla spesa dello stato recita l’articolo. Concorrere vuol dire non pagare tutte le tasse, ma concorrere. Il resto lo metto lo Stato altrimenti come fanno i cittadini ad avere ricchezza? E’ un esercizio filosofico. Se lo Stato, come ente pubblico, non lascia nel territorio la moneta, a noi cosa rimane? Nulla. Bene dal 1991 veniamo tassati di più rispetto quanto riceviamo, e questo ancora non ha messo in moto nessuna rivoluzione cognitiva e culturale. L’ignoranza si paga al prezzo della dominazione. Fu sempre chi sapeva scrivere che scrisse sullo stato di schiavitù altrui con parole non comprensibili per lo schiavo.

Perché siamo in recessione?

Non ho fatto un discorso complesso ma ho seguito semplicemente i flussi finanziari.

  1. Da 30 anni l’Italia ha perso stragrande delle risorse utili alla sua economia: 3000 miliardi. Finiti nelle tasche dei creditori privati, essenzialmente perché il 99% della moneta oggigiorno è prodotta da enti privati che la cedono con gli interessi. Il fine è che il 99% della popolazione è indebitata. L’altro fine è che l’economie debitorie creano economie usuraie. Basti vedere cosa è accaduto in Grecia e cosa sta accadendo a noi paesi Mediterranei. 3000 mila miliardi servivano a risollevare il paese. Invece noi paghiamo ingenti debiti non pubblici bensì privati. Se il rapporto debito pubblico/PIL è al 130 % quello invece debito privato / PIL è al 180%.
  2. Per queste regole del debito internazionale stiamo attuando politiche anti-costituzionali e che evidentemente stanno impoverendo il tessuto sociale italiano. Lo stato tassa più di quanto immette dal 1991. Andando contro l’articolo 47 della costituzione. Questo impedisce ai cittadini di riprendere l’economia. Unito ad una serie di politiche volte alla riduzione salariale, del risparmio in genere, delle pensioni e dei servizi. Un disastro. E per? Perché dobbiamo pagare questi interessi a dei pochi. Ma perchè? Perchè lo abbiamo firmato. Allora forse dovremmo rivedere queste regole che abbiamo firmato perchè al tempo ci ingannarono raccontandoci un altro tipo di storia. Ci dissero che dovevamo eliminare lo stato perchè era un mostro quando ci stiamo accorgendo esso era l’unico garante sovrano che poteva veramente difendere il popolo innanzi la finanza internazionale.

Ma perché?

La nuova struttura economica mostra in sé l’architrave dei problemi.

Chi produce oggi la moneta? L’euro è di proprietà della Banca Centrale Europea e il suo sistema di Banche Centrali. Le monete metalliche invece sono di proprietà degli Stati. Da questo si evince che il signoraggio, quindi i diritti sugli interessi, nel primo caso spettano alle Banche Centrali, mentre nel secondo agli Stati. Articolo 128 TFUE

Ora, come arriva a noi questo euro? Anzitutto una premessa. Il circolante, ovvero la moneta, le banconote che conosciamo da 10,20,50,100 euro, corrispondono al 3% della moneta totale. Oggi il 97% della moneta è composto dal credito bancario. E’ il credito a far girare l’economia. Sono la i soldoni.

La Banca Centrale Europea stampa l’euro dalla carta e con l’inchiostro lo disegna e ci mette i numeri. Un’operazione da tipografi. Ma molto più proficua. Perché? 1993 firmando il Trattato di Maastricht abbiamo ceduto la sovranità delle politiche monetarie appunto alla Banca Centrale Europea. L’euro è una moneta privata.

Leggendo l’articolo 130 la Banca Centrale Europea è indipendente dagli organismi pubblici. E’ la prima volta nella storia che una banca ha tutto questo potere. La banca, tra l’altro, invenzione italiana nel tempo delle Repubbliche Marinare. Ebbene, anche all’origine delle municipalità, fu lo Stato in unione con i banchieri a creare il primo tipo di banca moderna. E’ la prima volta nella storia che una banca privata è indipendente dalla democrazie. Le persone non ne leggono la gravità:

Sentiamo parlare di spread ogni giorno come fosse un meteorite, un evento naturale incontrollabile al quale possiamo solo pregare o piegarci. Ma perché prima dell’europa non si sentiva parlare di spread? Lo spread è sorto da quando abbiamo cambiato le regole economiche della carta costituzionale della repubblica italiana del 1946. Oggi le magistrature innanzi un’analisi economica della BCE in cui lo spread è così alto che le magistrature devono autorizzare la modifica costituzionale dell’articolo 81 inserendo il fiscalcompact poiché i magistrati non possono niente contro le indipendenti istituzioni private come la BCE ed il loro sapere economico, che non è giuridico, e li rende sconfinati nei loro orizzonti e nei loro poteri.

Secondo l’articolo 124 e 125 la BCE non presta moneta agli Stati. Ma come? Cioè abbiamo dato la moneta a dei privati che non ce la prestano? Ma aspettate c’è di più dell”assurdo. Articolo 125, la BCE non si fa carico dei debiti sovrani. Quindi, ricapitoliamo, loro producono da carta moneta, noi gliela diamo con gli interessi, ma loro non la prestano agli stati, e non si fanno carico dei loro debiti. Eccovi spiegata la crisi.

Scrivendo su Google come è prodotta la moneta vi appare il sito della Bce e vi apparirà questa immagine tra le tante.

Vedete: La BCE stampa i soldi verso le Banche Commerciali, e saranno loro poi a moltiplicare questi contanti nella finanza globale. Dal modello economico cui abbiamo aderito ‘cittadini e imprese’ nascono in una situazione di subordinazione rispetto ai mercati. Questo riflette la struttura odierna della società ove l’1% della popolazione detiene circa il 60% delle ricchezze globali. E’ una storia lunga che pone le sue radici sin dalla Mesopotamia, quello delle società tendenzialmente piramidali. Per quanto siamo convinti di vivere entro regimi democratici parmi un assurdo parlare di democrazia quando il demos per vivere è sottoposto ad una moneta debito, che deve restituire con gli interessi, ai quali non ha aiuti e garanti per i suoi debiti, come è accaduto in Grecia. Questa non è l’Unione Europea che ci avevano promesso.

E’ un assurdo che gli aspetti della civiltà come la tecnica, la democrazia, il benessere, l’istruzione, la ricerca e la scienza siano ”tagliate” per assurde regole finanziarie; non è giusto che intere nazioni ogni anno vengano svenate delle loro maggiori risorse per questi meccanismi.

Si parla di fallimento dello Stato come di cosa ovvia. Oggi è “quasi” toccato ai Greci, domani chissà. E’ un concetto sconvolgete, che contraddice le categorie del diritto pubblico formatesi intorno all’idea dello Stato. Esso poteva contrarre debiti che doveva onorare. Ma poteva farlo secondo la sostenibilità dei suoi conti. Non era un contraente come tutti gli altri. Incorreva, sì, in crisi finanziarie che lo mettevano in difficoltà. Ma aveva, per definizione, il diritto all’ultima parola. Poteva, ad esempio, aumentare il prelievo fiscale, ridurre o “consolidare” il proprio debito, oppure stampare carta moneta: la zecca era organo vitale dello Stato, tanto quanto l’esercizio. Come tutte le costruzioni umane, anche questa poteva disintegrarsi e venire alla fine. Era il “dio in terra”, ma pure sempre un “dio mortale”, secondo l’espressione di Thomas Hobbes. Tuttavia, le ragioni della sua morte erano tutte di diritto pubblico: lotte intestine, o sconfitte in guerra. Non erano ragioni di diritto commerciale, cioè di diritto privato. Se oggi diciamo che lo Stato può fallire, è perché il suo attributo fondamentale – la sovranità – è venuto a mancare. Di fronte a lui si erge un potere che non solo lo può condizionare, ma lo può spodestare. Lo Stato china la testa di fronte a una nuova sovranità, la sovranità dei creditori. Esattamente come è per le società commerciali. I creditori esigono il pagamento dei loro crediti e, se il debitore è insolvente, possono aggredire lui e quello che resta del suo patrimonio e spartirselo tra loro. GUSTAVO ZAGREBELSKY, giudice della Corte Costituzionale dal 1995 al 2004, anno in cui divenne Presidente della stessa.

Giudice Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky

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