Crisi? La distopia della modernità

Guardandoti, vuoi o non vuoi, percepisci la povertà. Basta quel dialogo con un amico, o con un passante, con qualcuno più grande o più piccolo di te. Storie quotidiane di persone che non arrivano a fine mese, storie di genitori che non riescono a pagare tutte le tasse, al contempo garantendo un benessere familiare, storie di professionisti e lavoratori italiani che da decenni assistono ad un calo del salario rispetto ad un aumento delle tasse, nel contesto complessivo italiano che vede le sue istituzioni pauperizzarsi e la vita delle famiglie, unite ai loro patrimoni, impoverirsi. Un Paese che ha bisogno di attivarsi e continua invece la disoccupazione.

I Grafici sono facili da leggere. Nel primo, segnala come la propensione al risparmio ed il reddito familiare stia scemando. E nel secondo, come nel Mezzogiorno il rischio di povertà raggiunga il 35%. Ma è alto anche al Nord. Sono dati molto gravi; e sapete perché? Perché nel 1946 ci siamo dotati di una Costituzione che non poteva mai contemplare questo scempio.

In questo paper farò un breve riassunto delle cause che in molti sostengono siano le radici della nostra povertà. La domanda che alimenta questo scritto è: ma perché? Siamo nell’era della tecnica in cui, come vi mostrerò, il problema di creare moneta non è davvero un problema come lo era secoli fa! Non è possibile come la sanità, l’istruzione, il benessere delle famiglie italiane, così Mediterranee, stiano impoverendosi attraverso questo mantra non ci sono i soldi. E non è possibile, non perché lo posso pensare, ma perché lo dice la Costituzione della Repubblica Italiana, un testamento di milioni di morti, per la nostra Libertà!

Ma prima dobbiamo capire cosa è la povertà:

Il paradosso della modernità

Storicamente i problemi sottostanti alla sopravvivenza della specie umana erano due:

  • Il reperire le risorse necessarie alla vita, come il coprirsi, come nutrirsi, pervenire le carestie o le pestilenze, le epidemie; poi, curarsi, migliorare le condizioni di vita;
  • La moneta era scarsa perché era composta da metalli scarsi, come l’oro, l’argento o il bronzo.
  • La sovranità era diritto dei Re, o delle Aristocrazie; non dei popoli.

Erano problemi gravi per l’organizzazione economica. Molti Imperi nella lunga storia dell’uomo sono caduti per queste cause. Quello ci sorprende oggi è che queste tre condizioni sono state superate nella Modernità. E’ qui il paradosso. Infatti:

  • Abbiamo cibi e vestiti a sufficienza; tanto è che sovra-produciamo; creiamo troppa spazzatura; buttiamo ogni giorno eccedenze; uccidiamo troppi animali.
  • Abbiamo la tecnica per domare la natura e per curarci, come abbiamo allungato la vita media. Possiamo andare sulla Luna e possiamo produrre moneta senza costi, perché è carta, metalli o bit-elettronici.:
  • Grazie sempre alla tecnica, nel 1971, il Presidente Nixon rompe il Bretton Woods: rompe il legame dollaro ed oro. Da allora ogni banconota, come quelle che usiamo oggi, è FIAT: ovvero a corso legale, il quale valore è stabilito dalla Banca Centrale Europea (BCE), protetta dai diritti su corso forzoso da parte dei Tribunali. Questo vuol dire, che dal 1971 abbiamo superato una di quelle condizioni: la moneta non è più scarsa, legata a materiali scarsi. Oggi la moneta è composta al 7% da banconote e monete metalliche euro (art. 128, TFUE), di cui le monete lo 0,3%. Il restante 93% è il credito bancario. Non costa nulla produrla. E’ legale. Prodotta da Banche Private. Quando sorsero le carte di credito e la finanza globale? Appunto, nel 1971.; ma potremmo produrne moneta pubblica con enti pubblici questo è il punto, o usando le leve finanziarie.
  • 1689 Maria II Stuart e Guglielmo d’Orange accettano l’atto: il primo Parlamento e la prima Monarchia con poteri costituzionalmente limitati. 1946, art. 1 Cost. Repubblica Italiana <la sovranità appartiene al popolo>.
  • Eppure, proprio in questi anni, i dati sulla povertà sono allarmanti. Le cifre sono così grandi da non essere mai state registrate. Da 30 anni, in particolare i Paesi Mediterranei: Italia, Spagna, Grecia e Portogallo, vessano in crisi, che si traduce in un impoverimento delle loro famiglie, il decadere delle istituzioni e dei servizi pubblici, il deperire del tenore di vita medio.

E’ contraddittorio che, nell’era della modernità, la povertà torni a dilagare, quando abbiamo tutte le risorse per garantire una vita degna a tutta la popolazione; sebbene oggi le famiglie non possano accedere alle risorse perché non ci sono i soldi.

Come viene prodotta la moneta?

Oggigiorno l’euro è di proprietà della BCE, come vi allego l’immagine presa dal loro Sito Web.

La moneta viene inviata dalla BCE alle Banche Commerciali, che lo prestano con gli interessi, ai Cittadini ed Imprese. E qui sorge il primo problema che portò alla crisi del 2008 e che vede tutti i paesi del mondo indebitati: se in un sistema metti 300 e chiedi 1000 da dove caspiterina escono gli altri 700? Problema ancora non risolto!

Come produce moneta la BCE?

Nell’articolo 128 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) leggerete che: oggi le banconote euro sono della BCE; mentre le monete metalliche dello Stato.

Questo vuol dire che i diritti di signoraggio, ovvero gli interessi sulla moneta, nel primo caso spettano alla BCE, nel secondo caso allo Stato. E già qui un bambino potrebbe dire: <Perché il nostro Stato allora non fa più monete metalliche>? Bambino a questo non so risponderti!

A questo punto un’altra distinzione è utile per capire bene:

Le monete metalliche e le banconote attualmente in circolazione corrispondono soltanto al 7% della moneta totale. Il restante 93% è credito bancario. Un’altra moneta legale, quindi FIAT, ceduta sempre con gli interessi, da parte di Banche Private. Un bambino potrebbe giustamente chiedere: ma perché lasciamo la produzione della moneta in mano a privati con gli interessi? Non è forse per questo che abbiamo tanti debiti che non scendono più?

Quali altri tipi di moneta esistono?

Di per sé la moneta è un oggetto al quale viene riconosciuta la fiducia in società. Lo Stato lo fa garantendo che con quell’oggetto si paghino le tasse. Le Banche Private prestandotelo, o come oggi appunto ove monopolio della moneta è nelle loro mani. Nelle società sono state usate oggetti variopinti.

  • Poi, c’è la moneta fiduciaria privata. L’economia nacque con queste, al tempo delle Repubbliche Marinare, ma ora non sono più utilizzate: le cambiali. Oppure sono emersi altri sistemi fiduciari come Bitcoin e company. Ma non sono questi la soluzione per noi.
  • Esiste poi un quarto tipo di moneta del quale non ne parla mai nessuno: la moneta della sovranità. Non è che l’abbiamo ceduta alla BCE, non la utilizzavamo neanche prima. Solo che, prima dell’Euro, la nostra Banca Centrale comprava i Titoli di Stato, emessi dal Tesoro, rimasti invenduti; e tutto si risolveva! Copriva il bilancio rimasto scoperto, come fa ancora il Giappone, o l’Inghilterra. Con questo sistema degli anni 70’ eravamo la 5 potenza manifatturiera al mondo. Questo primo del divorzio tra Banca Centrale Italiana e Tesoro per uno scambio di lettere intervenuto tra Ciampi e Andreatta, nel 1981, al di fuori dei confini democratici. Da allora il nostro debito pubblico sali del doppio. Perché? Perché senza democrazia la Banca Centrale Italiana non era più obbligata a coprire il debito. Da allora paghiamo interessi privati. La Banca d’Italia stessa è composta maggiormente da quote straniere.

Questo grafico ci illustra altre due cose:

  • L’Italia è sempre positiva in avanzo primario (linea blu); cosa è? Sono i conti pubblici. Chiude sempre in positivo. L’Italia da decenni tassa di più di quanto immette nel sistema economico. E queste tasse se ne vanno negli interessi privati sulla moneta debito e gli errori politici. Se vi chiedete perché siamo poveri ecco perché.
  • Chiede il bambino: se siamo in avanzo primario dal 1991 perché il debito sale? Perché non si crea risparmio? Perché paghiamo interessi su una moneta che ci prestano i banchieri privati. Questa è seconda parte della storia che non raccontano in televisione.
  • E’ la prima volta che accade nella storia un evento simile. La Banca nasce in unione del privato e del pubblico, ove lo Stato si dota di una Banca Centrale per stamparsi la moneta, perché la moneta non cresce in giardino, o la crea lo Stato sovranamente, che vuol dire senza debiti, oppure, la deleghi a dei Privati; come abbiamo deciso nel 1993.

Per chi non lo sapesse firmando nel 1993 il Trattato di Maastricht, ratificato con quello di Lisbona nel 2009, abbiamo ceduto la sovranità monetaria ad un Ente Privato: la BCE ed il suo sistema di Banche Private SEBC (Sistema Europeo Banche Centrali).

Vi metto a confronto l’immagine presa dal sito della BCE con altre due contenenti dati riguardanti quanto ci siamo detti fin ora:

Il 7% viene dato alle Banche Commerciali, che attraverso i prestiti, il credito bancario, il 93%, lo redistribuiscono attraverso prestiti a cittadini ed imprese, poi allo Stato, comprandone i Titoli di Stato.
Del 7% totale tra banconote e monete, lo 0,3 prodotto dal nostro Stato è quello attualmente circolante. Per il resto usiamo una moneta debito, quando senza uscire dall’euro o dai trattati possiamo generare una moneta statale gratuita e sovrana.

Se vi chiedete perché siamo indebitati e la nostra economia è bloccata in questo meraviglioso Paese eccovi i dati che non dicono in televisione.

Ogni anno lo Stato italiano paga 200 miliardi interessi, composto da un debito pubblico, sui Titoli di Stato comprati dalla Banche, e su un debito privato, attraverso i prestiti a cittadini ed imprese. E’ il 12% del PIL quando non ci fanno fare una manovra politica con un deficit del 2,4%! Sin ora abbiamo pagato più di 3000 miliardi di interessi. Perché il debito sale? Perché paghiamo gli interessi sulla moneta debito, e non il debito in sé. Il problema non è il debito pubblico: composto dalle pensioni, i salari, la sanità, etc. Ma il debito privato su interessi che paghiamo da decenni. E’ questo il dato allarmante che i cittadini italiani devono comprendere. E sarebbe comprensibile se la moneta fosse una risorsa scarsa, ma essa dal 1971 è carta o bit-elettronici.

Se non credete me vi allego quanto scrive chi fu Presidente nella Corte Costituzionale nel 2004:

Si parla di fallimento dello Stato come di cosa ovvia. Oggi è “quasi” toccato ai Greci, domani chissà. E’ un concetto sconvolgete, che contraddice le categorie del diritto pubblico formatesi intorno all’idea dello Stato. Esso poteva contrarre debiti che doveva onorare. Ma poteva farlo secondo la sostenibilità dei suoi conti. Non era un contraente come tutti gli altri. Incorreva, sì, in crisi finanziarie che lo mettevano in difficoltà. Ma aveva, per definizione, il diritto all’ultima parola. Poteva, ad esempio, aumentare il prelievo fiscale, ridurre o “consolidare” il proprio debito, oppure stampare carta moneta: la zecca era organo vitale dello Stato, tanto quanto l’esercizio. Come tutte le costruzioni umane, anche questa poteva disintegrarsi e venire alla fine. Era il “dio in terra”, ma pure sempre un “dio mortale”, secondo l’espressione di Thomas Hobbes. Tuttavia, le ragioni della sua morte erano tutte di diritto pubblico: lotte intestine, o sconfitte in guerra. Non erano ragioni di diritto commerciale, cioè di diritto privato. Se oggi diciamo che lo Stato può fallire, è perché il suo attributo fondamentale – la sovranità – è venuto a mancare. Di fronte a lui si erge un potere che non solo lo può condizionare, ma lo può spodestare. Lo Stato china la testa di fronte a una nuova sovranità, la sovranità dei creditori. Esattamente come è per le società commerciali. I creditori esigono il pagamento dei loro crediti e, se il debitore è insolvente, possono aggredire lui e quello che resta del suo patrimonio e spartirselo tra loro.

Gustavo Zagrebelsky

Oggi la condizione per accedere al denaro è una teoria della risorsa scarsa, per il quale il denaro è scarsamente prodotto, con interessi. E’ un monopolio della moneta sopra le democrazie, che però sempre le stesse democrazie hanno firmato dei trattati per permetterlo. Ma i cittadini non sapevano tutto questo. Non li hanno letti.

Vuol dire che la famiglia ha tre modi per vivere: o ha i mezzi di sussistenza, come dei campi, o un buon patrimonio, oppure, deve andare nel mercato del lavoro, che ora in Calabria vuol dire 500 euro al mese, oppure, chiedi un prestito, con gli interessi. E’ democrazia o Usurocrazia? Lo stesso Stato non può sovranamente pensare a politiche economiche atte alla migliore governance del Paese quando deve stare a preoccuparsi delle aspettative dei mercati, perché quando mette all’asta i Titoli di Stato, essi sono soggetti allo spread, a cose fuori dalla nostra Costituzione, è impotente e soggetto alle forze dei compratori e le regole del mercato. Che vuol dire in altri termini sottoporre la diritti alle forze del mercato.

Vediamo gli altri articoli del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea:

La BCE non può finanziare gli Stati, art. 124 e 123 TFUE.

Essa non si fa carico dei debiti eventuali degli Stati, art. 125 TFUE.

Essa è indipendente dagli Stati ed altre organizzazioni Internazionali, art. 130 TFUE.

Non abbiamo forse un po esagerato? Tutti sappiamo che nell’era di tangentopoli negli anni 90′, la facoltà di lasciare la creazione della moneta ai governanti non sempre aveva creato percorsi democratici. Ma certamente la scelta di affidarla – la creazione della moneta – a privati, con interessi, non prevedendo delle leve o manovre che permettano allo Stato di sopravvivere ed auto sostenersi fu o un atto voluto o una scelleratezza di quel tempo.

Non è in critica qui il concetto di Unione Europea che è qualcosa di favoloso e serviva alla nostra Europa in guerra da secoli. Ma la moneta debito crea in nuce dell’economia legami debitori ed usurai. Dobbiamo tornare ad una teoria economica che sottoponga la moneta all’uso pubblico, all’interesse collettivo, all’utile sociale, al controllo democratico. Una moneta positiva prodotta dallo Stato in regime democratico, o da Enti Pubblici Sovranazionali. Perché lo Stato non è un famiglia che può vivere con gli interessi. Lo Stato è Sovrano, noi siamo Sovrani, abbiamo una corona in testa, e invece ci hanno messo le spine; e lo Stato deve battere moneta gratuita per arricchire il suo territorio. Lo capirebbe un bambino. Esso non può sopravvivere senza moneta. Diventa Sottano. Come scrive il giudice, trattato come una bancarella commerciale.

Innanzi la decadenza delle istituzioni pubbliche italiane e la dignità delle famiglie la nuova lotta sta nelle idee. Noi non siamo poveri, siamo ricchi. L’Italia è tra i paesi più ricchi al mondo. La metà del patrimonio artistico e storico è qui. La piccola industria italiana fa e faceva invidia a tutto il mondo. Abbiamo i migliori cibi e i migliori luoghi. Ma non abbiamo la moneta. Siamo dei coglioni.

Un’idea antica, quella che non c’è moneta, o che la moneta sia scarsa, che “non ci sono soldi” per i salari come per creare occupazione, per la sanità, l’istruzione e la ricerca scientifica. E’ un’idea in contrasto con il dato di fatto che: la moneta oggi è illimitata. E’ un paradosso. Un tempo il problema era che la moneta era scarsa, oggi non lo è , ma ci fanno rimanere con quella consapevolezza: è scarsa.

COSA DOVREBBE FARE UN GOVERNO ITALIANO ATTUALMENTE SENZA USCIRE DALL’UNIONE EUROPEA?

Per come sopra avrete letto non possiamo fare Banconote, perché sono del Sistema Banche Europee Centrali (SEBC). Ma:

Gli Stati membri possono coniare monete metalliche in euro con l’approvazione della Banca centrale europea per quanto riguarda il volume del conio.

Articolo 128 TFUE (ex articolo 106 del TCE)
  • Creare una moneta Sovrana, come le monete metalliche, come fa la Germania e la Finlandia, per riprendere l’economia del Paese; Introdurre in Costituzione il Potere Monetario. A cosa serve se, fin da Montesquieu, una repubblica si deve dotare di tre poteri indipendenti quali l’esecutivo, giudiziario e legislativo se, consolidati questi, debbono andare col cappellino a mendicare sui mercati finanziari perché non abbiamo un potere monetario?
  • Vendere attraverso le Poste Italiane i CCT, perché da 30′ anni andiamo in Banca e ci vendono i BTT o altri prodotti che portano guadagno solo a loro. Lo Stato deve fare impossessare i suoi cittadini, non i privati, dei titoli di Stato. Garantire il risparmio come previsto dall’art. 47 della Costituzione Italiana.
  • Indire alla Corte dei Diritti Europei una causa sull’abolizione del Fiscal Compact: pareggio di bilancio, 2012. Ogni anno lo Stato deve chiudere i conti alla pari tra entrate e spese. Quanto rimane ai cittadini? Zero. Ma tanto dal 1993 l’Italia tassa di più di quanto investe. Contro la Costituzione.
  • Istituire Banche Pubbliche per creare moneta elettronica, che è quella che più usiamo, il famoso credito bancario, ma non la produce il nostro Stato attualmente; lo accettiamo dalle Banche Private. Qualcuno lo fa? La Germania. Con un sistema banche pubbliche il 50% di quegli interessi privati tornerebbe nella nostra economia. Quindi 100 miliardi l’anno. Le Banche Pubbliche sono il motore dell’economia. Sono previste nei contratti di governi. Le Banche Pubbliche sono un soggetto fondamentale per lo sviluppo dell’economia, lo dice anche la BCE. La moneta elettronica prodotta da questa non è prevista nei Trattati, e i nostri governanti non lo fanno.
  • Nazionalizzare la Banca Centrale Italiana, le quali quote sono in mano a privati esteri. Con nuovo obiettivi, fondati sull’etica e sulla Costituzione della Repubblica italiana, come la piena occupazione e la crescita; non la stabilità dei prezzi. Il governatore deve avere gli strumenti per raggiungere gli articoli della Costituzione. Le quote della Banca Pubblica potrebbero essere assegnata come quote inalienabili ai cittadini italiani. Come prevede la Costituzione.
  • Usare la leva finanziaria, ancora in possesso dallo Stato, per finanziare le infrastrutture pubbliche, per alleggerire le tasse. Creare risparmio come previsto nella Carta Costituzionale. Lo Stato deve riappropriarsi nel creare moneta per generare potere d’acquisto. Non è un’idea nuova, non è un’eresia. Oggi parliamo sempre delle cose che non vanno non guardando a quello che già possiamo fare senza uscire dalle regole europee. Senza aprire un contenzioso alcuno. Questa mossa creerebbe ampie porzioni di Sovranità. Come creare i mini-bot, delle Stato-note ripagabili con le tasse che non creano debito ma creano economia.
  • Aprire alle aste sui Nostri Titoli di Stato maggiori interlocutori. Attualmente sono autorizzati 16 invitati autorizzati nella lista del Ministero del Tesoro. Su un debito di 2373 e passa miliardi. 16 interlocutori sono pochi. La Germania che offre meno titoli ne ha 36 ad esempio. e nei nostri 16 sono esclusi l’Iccrea (Banco Cooperativo), l’Ubi e il Banco Popolare, non c’è nessuna Banca Canadese, non c’è il Bank of Scotland, o una banca del Sud Americana, o Russa, o la più grande Banca giapponese Mitsubishi. Ci sono stati casi di interlocutori, tra i nostri, che sono stati condannati per aver manipolato il mercato. Ad aggravare le cose, durante le lettere tra Ciampi e Andreatta, nel divorzio tra Tesoro e Banca Centrale, 1981, che determinò l’aumento del debito pubblico, perché la Banca non era più obbligata a comprare sulle aste gli eccedenti, allora si stabilì anche un nuovo tipo di asta: l’asta marginale. Che determina il prezzo di tutti i Titoli al costo di quelli invenduti, appunto i marginali. C’è un sospetto, dovuto ai meccanismi dall’asta marginale. Ma perché non 50, 60, 100? Ci serve vendere i Titoli quanto più possibile.
  • Proporre Amargi; l’annullamento del debito. Una chiusura di giro.

L’importanza delle Banche Pubbliche

Lo capirebbe anche un bambino. Secondo voi ha potere uno Stato che si produce una moneta da solo, oppure uno Stato che si priva di questa possibilità e lo demanda ad un soggetto privato che gliela cede con interessi? Non so ditemi voi!

Aveva un senso prendere in prestito la moneta quando l’oro era proprietà dei banchieri; dal 1971 la moneta è FIAT. Perché allora non ce la produciamo? Perché prendiamo in prestito qualcosa che potremmo fare da noi? E’ una moneta fiduciaria. Perché accettiamo di pagare gli interessi? Perché abbiamo deciso di indebitarci?

Le Banche Pubbliche in una Democrazia, ed in un contesto Repubblicano sono le fondamenta per un’economia sana. Dal 1981 noi in Italia abbiamo reciso questi meccanismi sani con Ciampi e Andreatta, che separarono la Banca Centrale Italiana dal Tesoro. La crisi dipende da questi ovvi errori, e non da come ci vogliono fare credere, per colpa nostra, per colpa delle pensioni e dell’elevata spesa sociale. Queste sono spese che da sempre in ogni dove ed ogni quando si è accollata lo Stato, che esiste per questo. Non esiste la crisi: è questa economia che è una crisi con queste regole.

Prima del 1981
Dopo la separazione del 1981 scelta da Ciampi e Andreatta

I debiti che ogni anno paghiamo con gli interessi non dipendono affatto dalle pensioni e dalla nostra sanità, dipendono dal fatto che utilizziamo soltanto una moneta debito, ripaghiamo il debito con altra moneta debito. E’ lo stesso principio per il quale tutti sono indebitati.

Come vedete chiaramente in questa immagine attualmente sia noi cittadini ed imprese, che il governo, sono usurati. E’ successo alla Grecia ed anche noi non stiamo messi così bene. Come si cambia l’economia? Attraverso scelte sovrane. Riacquisire il potere della moneta è riconquistare il diritto di scelta sul proprio territorio. Vogliamo fare i pannelli solari? L’energia eolica? La piena occupazione? Si può fare, dipende da noi. Non da Dio.

Lo Stato da domani potrebbe stampare delle Stato-Note, non banco-note, dicendo attraverso i telegiornali che sono accettate per le tasse. Il dado è tratto. Abbiamo la moneta: l’Italo. O usare quei meccanismi sopra-indicati per creare risparmio e difenderci da una moneta debito.

Lo Stato, attraverso una Banca Pubblica, può stampare moneta da sola, con la sua Sovranità e senza interessi.

Calabria

https://anthropologytommaso.wordpress.com/2019/07/05/calabria-ricerca-antropologia-economica-2/

la lotta sta nelle idee

https://anthropologytommaso.wordpress.com/2019/07/05/la-lotta-sta-nelle-idee/

Amargi

https://anthropologytommaso.wordpress.com/2019/07/05/amargi/

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